Studio Tecnico CNC
Teatro Margherita, Bari

In queste settimane si conclude un nuovo lotto di lavori del Teatro Margherita, la più antica costruzione in cemento armato di Bari, costruito a palafitta sul mare per rispettare (e gabbare) l'accordo fatto a suo tempo con i Petruzzelli che non sarebbe sorto alcun altro teatro sul suolo della città di Bari.

Lo Studio CNC a partire dal progetto del 1998 si è occupato in diversi Lotti dei lavori per il Teatro, a partire dal suo consolidamento strutturale. Se già non lo sapete, il Teatro Margherita nasce su una struttura di pilastri poggiati su piccoli plinti, immerso nel mare; negli anni, a qualche decimetro dal mare fu inserito un solaio in laterocemento che costituisce il calpestio del Circolo della Vela e solo al di sopra si trovano il Foyer e la Platea del Teatro.

All'epoca del consolidamento strutturale il calcestruzzo presentava i segni del degrado, essendo tra l'altro letteralmente immerso nell'ambiente marino, estremamente aggressivo, e i nostri ingegneri, dovendo redigere un progetto di consolidamento avevano bisogno di prendere visione delle strutture, rilevarle, valutarne lo stato di degrado e poi progettare. Ma come fare?

Attesero la bassa marea, trovarono al porto piccolo di Bari l'imbarcazione più bassa disponibile e si stesero sul fondo, con le loro tavole per i rilievi, le matite, la macchina fotografica, un paio di torce. Il marinaio sospinse l'imbarcazione nello spazio di sessanta centimetri fra il solaio e il pelo dell'acqua, verso il buio intenso. E dalle ombre, migliaia e migliaia di occhietti li spiarono: tutti i ratti che si erano fatti dimora sotto al solaio del Circolo della Vela, indisturbati da generazioni e generazioni, erano lì ad aspettare quegli intrusi, per tutto il tempo del rilievo.

La storia sarebbe già abbastanza divertente così, se non ci fosse un sequel.

Iniziarono i lavori, fu cantierizzato il sito, e fu creata una vasca di cemento armato che tenesse fuori il mare e mettesse all'asciutto i piedi del Margherita.

Oltre alla grandiosità ingegneristica dell'intervento, vi racconteremo che le generazioni di topi non furono contente della ristrutturazione dei loro appartamenti, e tanto disturbati dal tramestio del cantiere, se ne scapparono verso la Città. La prima cosa che incontrarono fu Corso Cavour con la sua folta alberatura, attraversata da cavi elettrici fino agli edifici. Troverete articoli di Giornale dell'epoca che denunciavano la frequenza e presenza di topi sui balconi dei primi piani degli edifici di Corso Cavour, con grandissimo, giustificatissimo, scandalo. Ora, se siete arrivati fin qui, sapete da dove venissero quei topoloni che da marinai divennero scalatori.